La Terza Dimensione nella Fotografia

La Terza Dimensione nella Fotografia

ottobre 20, 2015Comunicati Stampa

Nella prestigiosa Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Corsini è ospitata fino al 18 maggio la mostra: “3D in Corsini, l’arte attraverso la fotografia tridimensionale”. Siamo di fronte a un’autentica rivoluzione fotografica in grado di riprodurre quegli aspetti caratterizzanti della realtà come rilievo, volume, profondità e persino la sensazione di movimento, senza ricorrere all’ausilio dei classici occhiali per la visione tridimensionale. Il tutto coronato da una straordinaria resa qualitativa e un livello di realismo, che trasportano l’osservatore in un’atmosfera unica e suggestiva.

Questo nuovo modo di fotografare la terza dimensione permette di cogliere tutte quelle informazioni che la comune fotografia bidimensionale non riuscirebbe a riprodurre, restituendo gli oggetti rappresentati secondo punti di vista inconsueti o talvolta del tutto irraggiungibili. La tecnologia della fotografia tridimensionale volumetrica consente all’osservatore di apprezzare appieno una replica fedele e perfetta delle opere originali, arricchita da dettagli normalmente impossibili da percepire in maniera chiara e confortevole, arrivando quasi ad eliminare quel confine fisico che separa riproduzione e realtà.

La Pubbli Level che ne sostiene attivamente l’iniziativa in qualità di promoter e di media planner esclusivo del prodotto “3d” unitamente alla ThreeDMakers, guidata da Lorenzo Bella e Remy Verbanaz, ha sottoposto sei delle più illustri opere, tra sculture in marmo e una coppa d’argento, esposte in Palazzo Corsini, a una serie di scatti sequenziali, restituendone le repliche tridimensionali attraverso 22 fotografie tridimensionali retro-illuminate di grande formato (che in alcuni casi supera la grandezza naturale del soggetto), regalando ai visitatori un’esperienza visiva inedita.

La mostra costituisce un importante contributo all’arte, un valido strumento di promozione e conservazione del patrimonio culturale; infatti, grazie alla Soprintendenza Speciale per i Beni Storico artistici ed Etno antropologici e il Polo Museale della città di Roma, è stato possibile applicare per la prima volta questa tecnica innovativa al mondo dell’arte.

Questo evento porta altresì a una interessante riflessione sull’evoluzione tecnologica che oggigiorno investe la società, la quale vede l’arte, in questo caso del passato, attraverso un linguaggio contemporaneo del tutto nuovo. A testimoniarlo è difatti proprio quello che l’evento punta a simbolizzare: l’unione di due mondi, quello dello sviluppo tecnologico, inarrestabile nella sua corsa, e quello dell’arte, attento e aperto a sperimentare nuove forme di comunicazione e diffusione.